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martedì 13 aprile 2010

Copricapo di fortuna.




Nell'aiuola io sono quella da tè nero, mentre Sommy è quello da tè verde.

Io sono quella che si concede anche la bustina, mentre Sommy è quello da tè rigorosamente sfuso.

Al mattino, perciò, ciascuno asseconda le proprie esigenze, e mentre in sei minuti io sono quella che ha già finito la prima 'everyday' colazione con il piede pronto a varcare la soglia, Sommy è quello che va in giro per la cucina interrogando il prossimo sul perché 'nessuno-abbia-pensato-che-questo-filtro-a-molla-sebbene-così-comodo- impedisca-di-fatto-di-coprire-la-bevanda-nel-delicato-momento-dell'infusione-e-come-si-fa?'
...
Così!



mercoledì 9 dicembre 2009

Aria di festa. Tutto cambia, anche la prima colazione.


Consiglio: preparateli la sera prima, con le ultime forze che vi rimangono.

Non c'è niete di meglio, infatti, di una prima colazione di festa già al sentore di cannella e cacao, accompagnato dalla prima tazza di tè da sorbire proprio lì, vicino-vicino al nostro albero di natale.
E che non vi venga in mente di vestirvi prima!
Questa prima colazione... s'ha da fare in calzettoni.

:D




domenica 20 settembre 2009

Non ci siamo già viste da qualche parte?


Oggi mi capita a tiro il buon vecchio FamilyCircle - Step by Step, Pancakes - Pikelets, Crepes & Waffles. Ancora me lo ricordo quando lo acquistai, in una libreria della grigia Sligo... perdindirindina, stiamo parlando del 1998.
Lo sfoglio sempre volentieri, le foto sono da perdere la testa, le ricette altrettanto, la presentazione mi regala sempre nuove idee, spunti, ispirazione. Ultimamente, però, devo averlo maneggiato con distrazione, perché non mi sono accorta di un fatto eccezionale.



Scivolando su pagine e ricette alla carlona, mi sono fermata di scatto su questa, be' ma, ...come dirvi,... con lo sguardo meravigliato, sbalestrato, imbambolato. Ma sì, io le conosco bene codeste porcellane, familiari più che mai, le ho già viste e riviste. Che sbadata, quasi non ci credo.



Sono loro, le modelle! Acquistate in otto, ma orfane di teiera, lattiera e zuccheriera, accompagnate solo da due piatti 'dessert'. Acquistate con perplessità, della serie 'che me ne faccio di un servizio da tè senza la teiera', ma amate da subito perché delicate nella forma, nel colore, nella decorazione.

Ve le presento, allora, in bella mostra:


Mi sento compiaciuta, oserei dire vanitosa, come quando ho intravisto la mia sedia, voglio dire stesso identico modello, sul set del film Notting Hill. Da allora, ogni volta che mi siedo, mi viene da pensare al fondo schiena di Hugh Grant... o forse ci pensavo già prima?!

lunedì 6 aprile 2009

Samovar: Aiuola prepara un tè per Jurij Andrèevič Živago.


“Ora attraversando l’ufficio, Jurij Andrèevič guardò con desiderio la finestra con la sua ampia vista, la grandezza e la posizione del tavolo e la vastità della stanza ben arredata e, quando rientrando in sala da pranzo, insieme ad Aleksàndr Aleksàndrovič si avvicinò alla tavola preparata per il tè, la prima cosa che disse fu:
‘Che posti stupendi! E che studio meraviglioso! Ispira, fa venire voglia di lavorare.’
‘Lo preferite nel bicchiere o nella tazza? Come vi piace, chiaro o forte?’ ”


[…] ‘Allora anche il tè è naturale?’
‘Si capisce, con il fiore.’

‘Dove lo prendete?’
‘E’ una manna dal cielo. Ce lo fornisce un conoscente. Un uomo attivo con idee molto di sinistra, esponente ufficiale del Consiglio dell’economia della provincia. Viene qui a ritirare la legna per portarla in città, e a noi conoscenti porta farina, burro e altro. Siverka (così chiamava Averkij), Siverka, passami i biscotti. E adesso, scusate la curiosità, ma vorrei sapere da voi in che anno morì Griboedov.’



“La moglie lo nutriva di pane bianco col burro e gli dava da bere tè zuccherato e caffè. Jurij Andrèevič aveva dimenticato che tutto questo adesso non c’era più e si rallegrava di quelle raffinatezze, come per una poesia o una fiaba, quasi fossero cibi normali, che spettassero, anzi, di diritto a un convalescente.”


Tutte le citazioni da: Borìs Pasternàk, Il dottor Živago.

lunedì 24 novembre 2008

L'altra me... e l'altro tè.






Quando ho inserito il post dell'afternoon tea, Fulvia mi ha lasciato una bellissima citazione. Ve la propongo in accompagnamento a queste immagini: buon tè.

"Proseguiamo fra abeti colossali. Due ore più tardi gli alberi sono già rimpiccioliti e tre ore dopo usciamo già all'aperto; siamo a circa quattromila metri; ormai dinanzi a noi sta l'alta montagna del tutto nuda. Ci fermiamo per mangiare e bollire l'acqua per il tè, senza di cui i tibetani non sembrano poter vivere. 'qui non c'è legna per far bollire l'acqua' è osservazione che basta per scartare qualsiasi luogo, con qualsiasi altro vantaggio, come posto per accamparsi. Del resto anche in Giappone il tè è genere di primissima necessità. Durante la guerra, per dire che la popolazione civile stava sopportando delle privazioni impossibili davvero a superarsi, spesso sentivamo dire, come venisse annunciata la fine del mondo 'non c'è neppure più il tè'."


Fosco Maraini - Segreto Tibet.