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mercoledì 16 dicembre 2009

venerdì 31 luglio 2009

Il fiore di Sommy.

Bibidi...
Bobidi...

Buh!


Sto per raccontarvi una storia bizzarra. Non v'è dubbio che qualcuno la troverà svenevole o leziosa ma questa è la storia, e io ve la racconto.
Acquistai questa piccola pianta grassa nel 2001, e me lo ricordo bene, perché fu l'anno in cui presi casa nel quartiere S. Lorenzo di Roma... e come si fa a dimenticare una casa a S. Lorenzo? La piantina godeva di una buona esposizione, con tanto di affaccio su via dei Latini, assai movimentata giorno e notte. Sebbene crescesse vigorosa, la spinosa non fioriva... e gli anni passavano.
Il trasloco del 2003 da Roma a Cosenza non escluse - da liste e note apocalittiche di cose da portare - tutte le piante, compresa la cactacea in questione (la quale, nel frattempo, si era replicata in quattro o cinque "cicci" alla base,... ma niente fiore).
Pensai che clima e sole calabresi le avrebbere giovato di sicuro, ma, anche negli anni a seguire di fiori nemmeno l'ombra. Non mi aspettavo ormai che questa pianta avesse un fiore.
L'estate del 2007 - come ogni estate prima di andare in vacanza - accomodai tutte le piante della casa in loggetta, tutte nessuna esclusa, le raggruppo a formare un quadrato di savana fitto fitto, le sistemo col mio metodo ancestrale di irrigazione a bottiglia rovesciata, a bagno-in-bacinella, e cose così. Quell'estate conobbi Sommy, solo qualche giorno di conoscenza e il tempo di un viaggio in treno, prima che ciascuno di noi continuasse per conto proprio la rispettiva villeggiatura. Ma momenti sufficienti per capire che nel resto della villeggiatura il pensiero sarebbe tornato spesso a quel viaggio in treno. Io mi beai del mio road-trip in Olanda e tornai a casa dopo sedici avventurosi giorni.
E' bello tornare a casa. Il momento in cui ci si libera del bagaglio, si chiude la porta d'ingresso e con un po' di malinconia per la fine delle vacanze si ciondola qualche minuto da una stanza all'altra e ci si riappropria di una dimensione, di uno spazio, di una vita.
Presto! In loggetta, a dar sollievo alle assetate... e all'improvviso una macchia, un baleno, un giallo richiamo e la sorpresa, commovente, di un fiore dal cuore amaranto in piena esibizione, in bella mostra, come un divo che faccia la sua entrata ad effetto.
Dall'estate del 2007 la pianta fiorisce ogni estate, regala più fiori per fioritura e più fioriture a stagione. Di certo era il tempo suo, e niente ha a che fare la comparsa di questo bellissimo fiore con la contemporanea comparsa di una storia d'amore, ma a me piace pensare che un legame ci sia... è per questo che l'ho chiamato "il fiore di Sommy".

mercoledì 15 luglio 2009

Roma. Summer Roses.





Carnose, aperte, piene, sono mannequin da tappezzeria. Il caldo le provoca e loro rispondono... con una tempesta di petali.

martedì 5 maggio 2009

Il colore viola.


C'è stato un momento, nell'ultimo mese, in cui - tra un temporale e l'altro - i glicini della città sono esplosi in fioritura. E nonostante il grigiore generale provasse a mortificarne i toni, be', quelli ostentavano tralci carichi, come grappoloni di moscato. Ah, grazie natura, grazie! Questa signora pianta, nello specifico, porta alla grande i suoi sessant'anni e passa, e noi non finiremo mai di bearci nell'ammirarla, nell'annusarla.



Come dicevo, il momento è stato circoscritto, le pioggie frequenti hanno inzuppato presto i fiori e hanno annegato il profumo, ma per due o tre giorni ho camminato col naso all'insù, persa nei miei pensieri e nel colore viola.




venerdì 28 novembre 2008

Venerdì. Bulbi a gogò.



Cercavo un amaryllis. Un bel amaryllis da tirare su, poiché nel periodo natalizio, con le sue grandi corolle rosse, mi piace molto averlo in casa: fa molto christmas feeling. Purtroppo non ho trovato bulbi di amaryllis in questo garden vicino casa, e non avendo voglia di andare in giro con questo tempo pessimo, ho docilmente ripiegato su un altro signor bulbo da ospitare nell'aiuola: il giacinto.


Ve ne erano alcuni già in tenera crescita, abbarbicati su un quadratino di terriccio posto in un contenitore di plastica leggera. Invitanti, con i loro steli esili e i boccioli in miniatura, costo € 1,90 ciascuno. Poi, poco distante, un espositore con confezioni di bulbi non ancora 'cigliati' in retina: 12 pezzi € 3,50.






















Non ho esitato, avrei dovuto? Ho sfilato la retina dall'espositore, facendo già mente locale sulla disponibilità casalinga di vasi per contenerli e sollevandomi nel ricordare di aver fatto una piccola scorta, proprio prima di partire per le vacanze estive.


Così ho trascorso le ultime ore di luce di questo venerdì in giardino, ad alloggiare i nuovi bulbi nei loro rispettivi coccetti. Non li ho lasciati all'esterno perché fa freddo e vorrei che per natale fossero in piena fioritura, dentro godranno del tepore della casa... E' un po' come per noi uscire da sotto il piumone al mattino: con i caloriferi in poppa diventa più facile.

* la foto dell'amaryllis è tratta da flickr

martedì 11 novembre 2008

martedì 4 novembre 2008

Con questo clima...




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Con questo clima... ho ancora il giardino pieno di graditi ospiti.

sabato 18 ottobre 2008

sabato 11 ottobre 2008

Provaci ancora, Aiuola.


"Il bonsai è la riproduzione in scala ridotta di alberi in natura, è un essere vivente amato e rispettato, gli si dedica attenzione quotidiana, si assecondano le sue esigenze. Curare e mantenere un bonsai non è solo tecnica, ma è anche espressione artistica che richiede serenità con la natura e con se stessi". Hobbybonsai

Confessate: quanti bonsai avete fatto fuori nella vostra vita?

Facevo il conto l'altro giorno, barando anche sul tremendo risultato, proprio mentre mi aggiravo nell'area bonsai del vivaio vicino casa. Io non lo capisco proprio il motivo di questo arakiry vegetale, considerato che ogni volta non ho fatto altro che seguire le indicazioni.

Mi sono detta: ci riprovo! Ho preso questo para-alberello che, nonostante il bollino Guaranteed real Bonsai, secondo me, è solo una pianta grassa potata in stile e sistemata in un coccio blu-cina, ma niente di più. Mi chiederete: come fai a dirlo? be' ho applicato il sistema di "valutazione del bonsai". Prendete il vostro bonsai, osservatelo con attenzione e leggete i cinque punti:

"Per valutare un bonsai bisogna prendere in considerazione i cinque punti fondamentali attraverso i quali si esprime tutta la sua bellezza e la sua armonia:

1. apparato radicale: le radici devono disporsi possibilmente a raggiera, deve essere visibile la parte di radici che penetra nel terreno, in modo da dare il più possibile la sensazione di forza e stabilità della pianta.
2. tronco: il tronco deve avere, a seconda degli stili, andamento eretto o sinuoso. La base (piede) deve essere di buon diametro per poi assottigliarsi gradualmente nella zona apicale. Molto importante è la presenza di una corteccia "vecchia" che conferisce al bonsai un aspetto vetusto. In genere il tronco, in un bonsai apprezzabile, resta visibile per circa due terzi della sua lunghezza totale.
Fondamentale, in alcune piante come le conifere, è la presenza di shari, sabamiki e jin, cioè ferite della corteccia e dei rami che mettono a nudo il legno, dando alla pianta un aspetto ancora più vissuto.
3. rami: per la formazione della chiome la miglior disposizione da dare ai rami è quella in cui i più grossi, ramificazione primaria, si espandono verso i lati e il retro per dare profondità e tridimensionalità e i più piccoli, ramificazione secondaria e terziaria verso la parte frontale, posteriore e superiore per creare i "palchi".
Fatti salvi casi particolari non sono ammessi rami che partono frontalmente verso l'osservatore. La forma della chioma e dei singoli palchi deve essere riconducibile ad un triangolo.
4. foglie: le foglie devono essere mantenute piccole somministrando correttamente l'acqua e i fertilizzanti e praticando al momento giusto sia la pinzatura degli apici che la defogliazione, che consiste nella eliminazione parziale o totale delle foglie, in modo da permettere alla pianta di emetterne di nuove più piccole.
5. apice: L'apice, ovvero la porzione terminale del bonsai, deve mostrare vitalità, in quanto simbolo di vita.I bonsai che presentano l'apice spezzato o inesistente, non hanno pregio. Diversamente, se nella zona apicale sono presenti jin (legna secca) segni di lunga vita, il bonsai è apprezzato in quanto è ritenuto un triste tocco di natura austera".

Letto? Bene. Ora guardate il mio bonsai, che vi dicevo? pianta grassa, tagliata in stile e sistemata in coccio blu-cina, ma niente di più! Arigato.


Il "sistema di valutazione del bonsai " è tratto da wikipedia.

mercoledì 8 ottobre 2008

Mercoledì soleggiato, mercoledì fortunato.


















E' tornato il sole.
Bene.
Mi metto nei miei panni e gli rendo omaggio in giardino.





















Jean ormai è andato, in questo momento Sommy lo sta accompagnando in stazione. Rimango a casa con Penny, da sole ficcanasiamo in giardino alla ricerca di questo e di quello. Ora lei si sdraia e io mi siedo, ed entrambe ci offriamo, petto in fuori, al calore, lieve, del sole d'ottobre.



Saetta Jean, in visita all'Aiuola.

Che ci faccio a casa? Approfitto di un giorno di ferie, per fare colazione con Sommy e Jean, in visita a Roma solo per 24 ore. Una rosa per allietare la vista, il pasto, e per riempire di bellezza questo mercoledì.

giovedì 31 luglio 2008

Una rosa è una rosa è una rosa.




Il giardino dell'aiuola odorosa continua a regalarci rose.
Ci blandisce... non vuole che lo lasciamo da solo per le vacanze.

sabato 26 luglio 2008

Vi porto nell'aiuola odorosa.





























L'aiuola era metà in ombra e metà al sole... come tutti noi del resto.