"Il bonsai è la riproduzione in scala ridotta di alberi in natura, è un essere vivente amato e rispettato, gli si dedica attenzione quotidiana, si assecondano le sue esigenze. Curare e mantenere un bonsai non è solo tecnica, ma è anche espressione artistica che richiede serenità con la natura e con se stessi". Hobbybonsai
Confessate: quanti bonsai avete fatto fuori nella vostra vita?
Facevo il conto l'altro giorno, barando anche sul tremendo risultato, proprio mentre mi aggiravo nell'area bonsai del vivaio vicino casa. Io non lo capisco proprio il motivo di questo arakiry vegetale, considerato che ogni volta non ho fatto altro che seguire le indicazioni.
Mi sono detta: ci riprovo! Ho preso questo para-alberello che, nonostante il bollino Guaranteed real Bonsai, secondo me, è solo una pianta grassa potata in stile e sistemata in un coccio blu-cina, ma niente di più. Mi chiederete: come fai a dirlo? be' ho applicato il sistema di "valutazione del bonsai". Prendete il vostro bonsai, osservatelo con attenzione e leggete i cinque punti:
"Per valutare un bonsai bisogna prendere in considerazione i cinque punti fondamentali attraverso i quali si esprime tutta la sua bellezza e la sua armonia:
1. apparato radicale: le radici devono disporsi possibilmente a raggiera, deve essere visibile la parte di radici che penetra nel terreno, in modo da dare il più possibile la sensazione di forza e stabilità della pianta.
2. tronco: il tronco deve avere, a seconda degli stili, andamento eretto o sinuoso. La base (piede) deve essere di buon diametro per poi assottigliarsi gradualmente nella zona apicale. Molto importante è la presenza di una corteccia "vecchia" che conferisce al bonsai un aspetto vetusto. In genere il tronco, in un bonsai apprezzabile, resta visibile per circa due terzi della sua lunghezza totale.
Fondamentale, in alcune piante come le conifere, è la presenza di shari, sabamiki e jin, cioè ferite della corteccia e dei rami che mettono a nudo il legno, dando alla pianta un aspetto ancora più vissuto.
3. rami: per la formazione della chiome la miglior disposizione da dare ai rami è quella in cui i più grossi, ramificazione primaria, si espandono verso i lati e il retro per dare profondità e tridimensionalità e i più piccoli, ramificazione secondaria e terziaria verso la parte frontale, posteriore e superiore per creare i "palchi".
Fatti salvi casi particolari non sono ammessi rami che partono frontalmente verso l'osservatore. La forma della chioma e dei singoli palchi deve essere riconducibile ad un triangolo.
4. foglie: le foglie devono essere mantenute piccole somministrando correttamente l'acqua e i fertilizzanti e praticando al momento giusto sia la pinzatura degli apici che la defogliazione, che consiste nella eliminazione parziale o totale delle foglie, in modo da permettere alla pianta di emetterne di nuove più piccole.
5. apice: L'apice, ovvero la porzione terminale del bonsai, deve mostrare vitalità, in quanto simbolo di vita.I bonsai che presentano l'apice spezzato o inesistente, non hanno pregio. Diversamente, se nella zona apicale sono presenti jin (legna secca) segni di lunga vita, il bonsai è apprezzato in quanto è ritenuto un triste tocco di natura austera".
Letto? Bene. Ora guardate il mio bonsai, che vi dicevo? pianta grassa, tagliata in stile e sistemata in coccio blu-cina, ma niente di più! Arigato.
Il "sistema di valutazione del bonsai " è tratto da wikipedia.