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sabato 30 ottobre 2010

Zanzibar. Ancora blu!

prison-bars


ocean colours



beautiful fish


prison island



my new wing



heaven door


deep blue


scuba


Jambo!

toppa


borotalco


riccioli


pausa


zanzi-rasta


come to zanzibar :D

mercoledì 27 ottobre 2010

domenica 21 marzo 2010

Ma-re, ma-re, ma-re.


Quest'anno l'inverno a Cosenza è stato piovoso, non lungo né particolarmente freddo ma continuamente carico d'acqua e nuvoloni. E la pioggia che cade giorno dopo giorno, senza tregua, intristisce, stanca.



Da una settimana a questa parte, invece è uscito il sole, ed una vocina lieve lieve ha cominciato a crescere nella mia testa: ma-re, ma-re, ma-re. Finché oggi, domenica 21 marzo, il lieve monito è diventato 'primaverilmente' un imperativo e non ho potuto far a meno di assecondarlo.



Io e Sommy ci siamo messi in macchina, destinazione mare! Neanche il tempo di allestire un cestino da picnic, solo occhiali da sole e libri, ma giusto perché stavano lì, pret-a-porter.



Benedizione di una spiaggia deserta! Il silenzio intorno. Il silenzio delle automobili, del suono dei cellulari, degli elettrodomestici, del nostro affanno. Solo il verso dell'onda nella risacca, solo il verso dei gabbiani, l'affondare dei ciottoli sotto i nostri passi.



Col passare delle ore la luce cambia. Adesso è chiara chiara e noi ce ne stiamo spalmati sulla spiaggia, sdraiati sulla schiena, sulla pancia, sul fianco, con gli occhi a fessura come i gatti davanti al camino, con una gamba sopra l'altra a leggere. A sonnecchiare e oziare, semplicemente a goderci come si deve il primo giorno di primavera.




giovedì 6 agosto 2009

lunedì 15 giugno 2009

Tribalistas.

Che cosa può agire da tonico e farci recuperare in soli due giorni di relax due mesi di giornate da occidentale medio?


questo...


poi questo...


creature marine reali...

e immaginarie...


e poi la prima tintarella, il primo bagno, insomma il primo week end al mare gustato appieno, così come si gusta ogni primizia,... il primo, profumato, fresco, frutto di stagione.


lunedì 1 settembre 2008

Estate 2008. Calabritudine #4. "La villeggiatura". Diario.


















Quello che cercavo davvero per questa estate, quello che desideravo con tutte le mie forze, era rinfrancare lo sguardo, tenderlo a un orizzonte blu e goderne la vista, trascorrendo così la mia giornata. Tutte le altre azioni: leggere, nuotare, pranzare o cenare le volevo di contorno e comunque supportate costantemente dal blu dipinto di blu. Così è stato, grazie anche alla casa che ci ha ospitato e che ha magicamente reso me e Sommy i castellani di un borgo antico, nel pigro avvicendarsi dei giorni di villeggiatura.

Con la sua terrazza a strapiombo, niente sembra separarti dal mare, e al tempo stesso dal cielo. E in questo spazio sospeso, anche il tempo è sospeso se non fosse per le ore, che si tradiscono per il loro ostinato inseguire la rotta del sole. Ah, come si sta bene qui, talmente bene da far nascere in te pensieri di svolta, pensieri segreti di fuga. Talmente bene da immaginare impensabili occasioni che ti consentano di restare qui per sempre, tangibili, convincenti, come se fossero davvero realizzabili. Oh, magia! Indulgenza della mente che ci concede ancora e sempre il dolce sognare ad occhi aperti.
















Uno sfrontato fiore di ibiscus e la sua ape innamorata mi riportano al giardino e da quel blu della vista sul mare al verde chiaro e scuro di piante indigene ed esotiche (uno splendido albero del pane del Borneo carico di frutti).
















Bouganville, gerani, gelsomini, ma anche fichi d'india, peperoncini di ogni grandezza e colore, basilico alto, quasi frondoso. Odorosi alberi di limone e fichi e un attorcigliato, nodossissimo tronco di vite che offre i suoi grappoli pieni e pesanti di uva zibibbo. Sto molto bene!





















Mi abbandono all'olfatto e seguo la scia del caffè che Sommy ha preparato, come di rito, prima di andare in spiaggia. Me lo gusto, sorseggiadolo esposta, così, al blu e alla brezza marina. Seguirà adesso quella calma ricerca di cose da mettere in borsa: i teli, la crema solare, le pesche e i crackers per pranzare in spiaggia, i libri, gli occhiali da sole, pochi spiccioli, la patente. Andiamo.
















Ce ne stiamo seduti con le gambe nell'acqua spumosa, quella che una piccola onda, fin troppo placida, riesce a creare. Questa spiaggia è quasi deserta, vi si accede da una stradina sterrata che costeggia gli orti dei contadini a valle del borgo. Un piccolo ponticello, poi uno più grande sopra al quale passa la ferrovia, attraversato il quale si trova un gozzo bianco e azzurro, arenato, a salutare chi arriva.
La vita in spiaggia scorre lenta, i movimenti pigri accellerano il ritmo solo nell'acqua, ... eccezione fatta per il morto a galla, s'intende.





















Pietre di ogni forma e colore, le divido compulsivamente: le verdi al basilico, le bordeaux alla cipolla di tropea, le bianche e nere a puntini al pepe nero e fleur de sel, le color senape alla senape o mostarda. Sono tentata di confezionarle in barattoli di vetro come fossero conserve, è certo che avrò bisogno di guardarle spesso per affrontare questo nuovo inverno. Invece le restituisco al mare e lascio che l'onda se le riprenda.
Sommy affonda la fronte stempiata tra le pagine del suo libro e non gli sembra vero che abbia tanto tempo per leggere: "ammazza!" è il suo intercalare attuale. Il romanesco ben verbalizza la sua incredulità difronte al dolce far niente.





















Aspettiamo sempre il tramonto prima di tornare a casa, ma stasera no, perché stasera è l'ultima, domani si ritorna in città. Perciò ci godiamo la nostra casa blu che tanto ci ha regalato in questi giorni di vacanza, ci gustiamo ancora il giardino con la sua piccola aiuola odorosa marina, ci dondoliamo sull'amaca indiana sotto le foglie di zibibbo e aspettiamo il momento in cui il sole si divide in due tra cielo e mare.













Certo, avere un sommelier a portata di mano aiuta.










Il sole è tramontato, gli antichi lampioni del borgo si accendono. Mi viene in mente Verga:
"Il mare non ha paese nemmen lui, ed è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare, di qua e di là dove nasce e muore il sole".