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domenica 25 ottobre 2009

Un bel verde Aiuola.









Ore 13.12, il cielo si apre e spunta un tiepido sole autunnale. La collina di fronte conserva un verde di base e l'Aiuola s'inebria, inevitabilmente. Con lo sguardo verdeggia qua e là, ed ecco spuntare:

borsa e foulard
giovani narcisi
una mela a specchio
poesia
il buon vecchio Benjamin
un bijou
un paralume righettato
un ranocchio in malachite
borsette fru-fru


sabato 17 ottobre 2009

Pre-party: l'allestimento.






Non riesco mai ad andare oltre questa fase, con la macchina fotografica intendo. Mi faccio prendere la mano dagli ultimi preparativi e, in un attimo, gli ospiti sono già arrivati.

mercoledì 14 ottobre 2009

mercoledì 23 settembre 2009

Casa.



Casa. Dopo una giornata uggiosa, autunnale nel colore ma ancora carica di vapori estivi.
Casa. Dopo i tribolamenti quotidiani della sopravvivenza, i vari 'se', e i vari 'ma' ... propri e altrui.
Casa. Che mi accoglie silenziosa, vuota di persone ma non di anima.

Sono a casa, finalmente.

domenica 19 luglio 2009

Sovrapposizioni.





Mi è tornato l'occhio da blogger. Alcuni oggetti domestici calamitano la mia attenzione e mi rimandano all'idea della sovrapposizione. Così parte un clic, e poi un altro, e un altro ancora...

lunedì 5 gennaio 2009

Mi casa es tu casa.


In Calabria, otra vez. Così pochi giorni a disposizione, un febbrone da cavallo arrivato a fagiolo, proprio per l'ultimo dell'anno, e così tante cose che ci tenevo a mostrarvi ma che dovranno, inevitabilmente, essere rimandate alla prossima volta. Vi mostro gli scatti che sono riuscita a realizzare prima di svenire nel letto, vittima di un virus che nel mio immaginario febbricitante assumeva il volto e la mole di un gigante, un duro spezzacatene Zampanò.

Mi piace tanto dire che in questa mia casa cosentina non v'è mobile che sia stato acquistato. Tutti sono stati donati, recuperati, costruiti, inventati. Raccontano un sacco di storie, lo specchio sopra - ad esempio - giaceva in un deposito romano insieme al suo buffet, poiché a seguito di un trasloco non aveva trovato nuova collocazione. Vi è rimasto per anni e anni, poi qualcuno ha deciso per lui... e per me.

C'è un po' di Thai...

C'è un po' di miao...

C'è un allegro gracidare...


con spiccati accenti siciliani...


cineserie da bazar su cornici che hanno perduto lo specchio...


e penduli sacchetti di seta impegnati ad emanare fragranze.

In questa casa c'è tanto di me e forse proprio per questo mi manca così tanto. Per arieggiare e pulire ho riaperto ante e rivisto cose. Quest'ultima non ho potuto proprio ignorarla, anzi, lasciandole indietro il suo servizio completo l'ho piazzata in bella mostra... vi presento la mia unica e sola zuppiera.

Buon Anno Nuovo.

a.o.

venerdì 21 novembre 2008

Venerdì. Il cuore e la stella.


Vorrei tornare a parlare di quella nota sensazione di benessere legata al semplice fatto di restarsene a casa. Quando è in arrivo un temporale, quando il vento s'alza e la temperatura, invece, s'abbassa, e tu ti ritrovi a salire veloce pochi gradini, poi giri la chiave nella toppa, ti liberi di borsa-giacca-cappello bagnato e in un momento realizzi: home sweet home, casa dolce casa.
Se quel momento beato coincide, come nel mio caso, con la dimensione venerdì... è fatta, come si dice: tombola!
Dunque, cominciamo come al solito con il piatto del giorno: tacchino freddo in insalata di pomodori verdi e rossi, e origano. Non aspettatevi altro, ché questa volta il mio pranzo è stato mono-portata. Non per mancanza di tempo, solo per scarso appetito. Considerato che non capita spesso, ho ritenuto opportuno approfittare.


Avendo già cotto il tacchino la sera prima, per una zuppa di cui vi racconterò, non ho dovuto far altro che tagliare la fesa in tocchi, e aggiungerla ai pomodori verdi e rossi aggiustati in insalata, un pizzico di pepe, un pizzico di fleur de sel de Guerande, olio extravergine d'oliva e una bella spolverata di origano secco. Volevo aggiungere anche l'aglio, ma - non so perché - è rimasto solo un proposito.

Di fatto questo pranzo è stato veloce. Avevo altro per la testa. E voi mi chiederete "ma che cosa, Aiuola" e io vi rispondo "il cuore e la stella".




Pensate che siano frutto della mia mano? No girls, forget it! Li ho visti semplicemente fare capolino dal basso di un espositore, in un mega-magazzino in cui mi sono imbattuta tornando a casa. Così mi sono abbassata anch'io, li ho sprimacciati un po' e li ho portati via con me.

Che sia Natale o no, c'è sempre posto nell'aiuola per un cuore e la sua stella.

giovedì 6 novembre 2008

mercoledì 29 ottobre 2008

Il gigliuccio fiorentino.


Vi capitano mai quelle giornate in cui si parte da casa con un proposito e vi si ritorna avendone realizzato uno completamente diverso? A me spesso. Come un sabato, per esempio, in cui sono andata in cartoleria per comprare della cancelleria e rapita da una carta con bellissime rose, immaginata di repente nei cassetti del mio comò, mi prendo una ramanzina in piena regola dalla cartolaia, che afferma: per armadi e cassetti ci vuole il gigliuccio fiorentino! Sottomessa da tale, autoritaria, determinazione, non ce l'ho fatta a dirle che il gigliuccio fiorentino ha abitato nei cassetti della mia vita da quando sono nata, che la sola vista mi fa lo stesso effetto di un dolce serale di ciliegie dopo un'intera giornata trascorsa a mangiarne direttamente dall'albero. Perciò dopo aver abbozzato una timida preferenza di colore - per cui la bersagliera mi ha concesso libero arbitrio - sono tornata a casa con il mio bel rotolo sotto il braccio.


Ora, fortuna vuole che le cose non capitino mai a caso, e che lasciare un rotolo di gigliuccio fiorentino intonzo e incustodito per casa possa avere effetti assai curiosi. Come per la credenza in cucina, di cui lamentavo una certa ombrosa tonalità e che pensavo da tempo di ravvivare, assillando Sommy con continue proposte di variazione. Che cosa c'entrano adesso Sommy e la credenza? Lo scoprirete.
Il venerdì pomeriggio successivo a quel sabato in cartoleria, torno a casa e trovo dapprima questo, sul tavolo del soggiorno:


e poi questo, in cucina:

e un Sommy raggiante, tra forbici e metro, che recita allegro: s-o-o-o-r-p-r-e-s-a!
Ahhhhh. Avrei potuto fermarlo, aveva appena cominciato. Avrei potuto spiegarglielo, ma cosa? le mie turbe mentali legate a le fleur de lis florencée ? Ho sorriso, invece. A denti stretti, vabbè, ma vale uguale, mentre tra me e me ripetevo non è poi così male, non è poi così male, non è poi così male. Ho posato giacca e borsa e mi son messa ad aiutarlo contenta della sua ignara sorpresa, e svelti svelti, in dieci minuti abbiamo finito.

E questa è la storia di come il gigliuccio fiorentino sia tornato preponderante nella mia vita, e di come abbia lasciato indietro i cassetti e si sia conquistato, addirittura, un posto in vetrina.

giovedì 23 ottobre 2008

Di quando non avevo il blog.


Quando non avevo il blog una mela era una mela e un apple muffin era un apple muffin, punto.

Quando non avevo il blog il canovaccio a righe verdi e bianche poggiato lì, vicino al raccoglitore di ricette dalla copertina a fiori e farfalle, era semplicemente un canovaccio vicino al raccoglitore di ricette e le righe erano solo righe e fiori e farfalle solo fiori e farfalle.

Adesso che ho il blog, le cose sembrano assumere nuovi significati. Anche una sera come questa, una domestica sera di baking - per dirla all'inglese - sembra poter esprimere qualcosa. Sembra acquisire sfumature inedite, prima sfuggite a uno sguardo miope... o forse, semplicemente, poco allenato.

mercoledì 8 ottobre 2008

Bacchetta magica, a me.



















Oggi la giornata è bellissima, perciò ben venga la colazione in giardino.

Qui il "dietro le quinte" in cucina (anche quello ha il suo fascino)... seguito da un pronto intervento di a.o., rapido e risolutivo. Affiancare le due foto dà un po' l'effetto "bacchetta magica"... sì, be', in realtà dopo tutto il riordinare, la constatazione che sia solo un effetto risulta alquanto irritante!

"salagadula

magicabula

bibidi

bobidi

bu"

mercoledì 1 ottobre 2008

Coffee table books.



"Il libro sul tavolino da caffè fa parte del soggiorno inglese quanto il camino o il divano di chintz".

"Il soggiorno inglese non è un luogo destinato a discorsi eruditi o letture ambiziose. Qui si chiacchiera per rilassarsi e per ridere un po' e non per mettere alla prova la propria cultura. Un libro di fotografie è come un volume illustrato per bambini ma destinato agli adulti e ha lo scopo di intattenere e distrarre il lettore".

C. Piras - B. Roetzel, Stile britannico, Konemann


martedì 23 settembre 2008

Saldi appigli a buon mercato.

Bellini, tutti in fila sull'attenti.
Li cercavo per mercatini già da qualche anno ma senza successo, ho dovuto accontentarmi di una sola coppia portata a casa da un viaggio. Questo fino a sabato scorso, quando, ospite a casa del mio amico fraterno Jean, a Bologna, ho trovato questi quattro giovanotti stand by in una ciotola di ceramica.
Ho chiesto ragguagli e Jean mi dice di averli acquistati a lamaisoncoloniale e un attimo dopo me li ritrovo in dono, per mano sua.
Nell'aiuola hanno già trovato il loro posto: i due al centro, in bizzarra spaiatura, aprono i cassetti del comò in soggiorno; la rosa grigia apre le ante del mobile in bagno; l'ultimo a destra ci deve ancora pensare... sapete com'è: l'imbarazzo della scelta.
Questi simpatici pomelli in ceramica di varie forme e colori sono in vendita a € 2,50 ciascuno e per ravvivare, rinnovare, rallegrare, sembrano fatti apposta!
Grazie Jean!