venerdì 12 settembre 2008

Blue Calico on my mind.














Burleigh Blue Calico Butter Dish
... presto nell'aiuola.

mercoledì 10 settembre 2008

Permettete una domanda? (de delirio lavans et stirans).


















Ma voi a che punto siete?
Intendo con quell'allarmante marasma che si crea al ritorno dalle vacanze: valigie, sacche, zaini vuotati.... e l'invasione.
L'invasione dell'aiuola va gestita con metodo, è possente quasi quanto il cambio di stagione, è un assalto in piena regola, richiede strategia.
Maniche rimboccate, sono pronta.
Al principio la biancheria: lenzuola, spugne, quelle da mare a parte, tovaglie e tovaglioli. Secondo poi la divisione dei pani e dei pesci: bianchi, neri, colorati. Precedenza ai bianchi con cicli di lavaggio più lunghi e gagliardi: additivo? cerrrto! Colorati e neri con programmi più brevi ma con extra risciacquo, perché non v'è niente di più brutto di quell'ombra lattea su maniche della camicia scura. Ottocento giri di centrifuga - mai di più nell'aiuola - ma senza l'opzione stiro facile ché è bene non fidarsi di codesto aggettivo. Detersivo rigorosamente liquido e altrettanto rigorosamente in vaschetta a dispetto dell'attrezzo pallescente d'ordinanza. Ammorbidente.... E qui mi fermo.
















Amica blogger, dimmi che ammorbidente usi e ti dirò chi sei.
a.o. ha da qualche giorno abbandonato il suo blue oxygen, essendo completamente in balia del nuovo freschezza di lavanda, pertinente non vi pare?
Ma non divaghiamo, c'è una battaglia da combattere. Dopo la biancheria, gli indumenti. Dopo gli indumenti, gli accessori. Borse di pezza, borse di tela e poi... guardate un po' qui: s-c-a-r-p-e.
Ho una propensione a tratti esagerata per questa scarpa, di cui posseggo più esemplari ma tutti unicamente, rigorosamente di colore bianco. Stranezze di a.o., ne condividerete più di una.
Intanto gli asciutti si allineano, crescono, creano torri di guardia di altezza esagerata. Ma non cedo, li ignoro, passandogli accanto come se non ci fossero (ma, ahimé, ci sono!).
Il dado è tratto, quattro giorni di laundry guerrilla e gli ostaggi si rimettono alla condottiera. Cedono alla piega, porgono il fianco all'appretto, si rimettono alla mia volontà. Gli lascio esalare l'ultimo "traspiro" prima di congedarli ordinatamente dove conviene, risparmierò loro la procedura per tonalità di colore, non sono ancora a così alti gradi di gerarchia. Depongo le armi e ordino le ceste, gongolante nel saperle ormai vuote e leggere, quando, di sottecchi avvisto qualcosa sul fondo: oooorrore, ho dimenticato un unico, abbandonato, pallido paio di fantasmini.
E' troppo!
Voi non so, io mi arrendo.

martedì 9 settembre 2008

Un raggio di sole.


















"Ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole: ed è subito sera".

S. Quasimodo

Non-vacanze romane.






















E' sabato mattina nell'aiuola odorosa e tutto tace. E' proprio oggi quel sabato che precede la festa che precede a sua volta il ritorno al lavoro, il ritorno al tran tran, al consueto andazzo. Che si fa? Andiamo ad uscire, come diceva la cara Carmelina quando la s'incontrava per le scale, pronta per l'usuale passeggiata.
Andiamo ad uscire, io e Sommy, per far finta di essere ancora in vacanza. Pochi scatti, così, senza esagerare, è bene economizzare il movimento: Roma è rovente.
Abbagliante e rovente.

Roma è Roma, come dice Papavero, e aggiunge:

un palcoscenico per ogni performer
e per tutte le performances

venerdì 5 settembre 2008

Se fossi Melissa C. Morris.


Sarà ancora il vacanza-leg non completamente smaltito che mi ispira a creare questo post, lo stadio del sogno non ancora completamente superato: diciamocelo il web serve anche a questo, a scoprire cose che non sai, persone che non conosci, così per caso.

Per caso, infatti, mi sono imbattuta nel blog di Melissa C. Morris... e ci sono rimasta dentro per due giorni. Perché? non chiedetemelo, please, non saprei rispondere. Forse perché Melissa sembra una ragazza americana di 29 anni come tante altre, autrice di post come tanti altri: foto del matrimonio e del viaggio di nozze; foto del suo simpatico cagnolino; qualche ricetta; le scarpe nuove. Poi, leggi leggi il suo blog scopro che:
  • l'anello di fidanzamento di Melissa non è proprio come tanti altri : cinque carati di diamante taglio Asscher appartenuto alla mamma del suo Chappy;
  • che il suo Chappy non è appunto un Chappy come tanti altri ma è Chappy Morris che, sebbene abbia un bel po' di primavere in più rispetto alla bella Melissa, è pur sempre discendente da una delle famiglie più antiche dell'alta società newyorkese (presenti anche tra le firme della Dichiarazione d'Indipendenza);
  • che il costo medio di una delle suite in cui alloggia durante i suoi viaggi e le cui foto rallegrano il blog non è proprio alla portata di tante altre bloggheresse come lei.
Verificato tutto ciò, lo ammetto, mi è venuta voglia tutto il pomeriggio di essere Melissa C. Morris... non fosse altro per la grazia e la classe con cui, nel suo blog, riesce a far sembrare una vita decisamente privilegiata qualcosa di estremamente "normale", riguardo alla quale perfino tu puoi lasciare un commento.

Lezione di stile: http://melissacmorris.blogspot.com

lunedì 1 settembre 2008

Estate 2008. Calabritudine #4. "La villeggiatura". Diario.


















Quello che cercavo davvero per questa estate, quello che desideravo con tutte le mie forze, era rinfrancare lo sguardo, tenderlo a un orizzonte blu e goderne la vista, trascorrendo così la mia giornata. Tutte le altre azioni: leggere, nuotare, pranzare o cenare le volevo di contorno e comunque supportate costantemente dal blu dipinto di blu. Così è stato, grazie anche alla casa che ci ha ospitato e che ha magicamente reso me e Sommy i castellani di un borgo antico, nel pigro avvicendarsi dei giorni di villeggiatura.

Con la sua terrazza a strapiombo, niente sembra separarti dal mare, e al tempo stesso dal cielo. E in questo spazio sospeso, anche il tempo è sospeso se non fosse per le ore, che si tradiscono per il loro ostinato inseguire la rotta del sole. Ah, come si sta bene qui, talmente bene da far nascere in te pensieri di svolta, pensieri segreti di fuga. Talmente bene da immaginare impensabili occasioni che ti consentano di restare qui per sempre, tangibili, convincenti, come se fossero davvero realizzabili. Oh, magia! Indulgenza della mente che ci concede ancora e sempre il dolce sognare ad occhi aperti.
















Uno sfrontato fiore di ibiscus e la sua ape innamorata mi riportano al giardino e da quel blu della vista sul mare al verde chiaro e scuro di piante indigene ed esotiche (uno splendido albero del pane del Borneo carico di frutti).
















Bouganville, gerani, gelsomini, ma anche fichi d'india, peperoncini di ogni grandezza e colore, basilico alto, quasi frondoso. Odorosi alberi di limone e fichi e un attorcigliato, nodossissimo tronco di vite che offre i suoi grappoli pieni e pesanti di uva zibibbo. Sto molto bene!





















Mi abbandono all'olfatto e seguo la scia del caffè che Sommy ha preparato, come di rito, prima di andare in spiaggia. Me lo gusto, sorseggiadolo esposta, così, al blu e alla brezza marina. Seguirà adesso quella calma ricerca di cose da mettere in borsa: i teli, la crema solare, le pesche e i crackers per pranzare in spiaggia, i libri, gli occhiali da sole, pochi spiccioli, la patente. Andiamo.
















Ce ne stiamo seduti con le gambe nell'acqua spumosa, quella che una piccola onda, fin troppo placida, riesce a creare. Questa spiaggia è quasi deserta, vi si accede da una stradina sterrata che costeggia gli orti dei contadini a valle del borgo. Un piccolo ponticello, poi uno più grande sopra al quale passa la ferrovia, attraversato il quale si trova un gozzo bianco e azzurro, arenato, a salutare chi arriva.
La vita in spiaggia scorre lenta, i movimenti pigri accellerano il ritmo solo nell'acqua, ... eccezione fatta per il morto a galla, s'intende.





















Pietre di ogni forma e colore, le divido compulsivamente: le verdi al basilico, le bordeaux alla cipolla di tropea, le bianche e nere a puntini al pepe nero e fleur de sel, le color senape alla senape o mostarda. Sono tentata di confezionarle in barattoli di vetro come fossero conserve, è certo che avrò bisogno di guardarle spesso per affrontare questo nuovo inverno. Invece le restituisco al mare e lascio che l'onda se le riprenda.
Sommy affonda la fronte stempiata tra le pagine del suo libro e non gli sembra vero che abbia tanto tempo per leggere: "ammazza!" è il suo intercalare attuale. Il romanesco ben verbalizza la sua incredulità difronte al dolce far niente.





















Aspettiamo sempre il tramonto prima di tornare a casa, ma stasera no, perché stasera è l'ultima, domani si ritorna in città. Perciò ci godiamo la nostra casa blu che tanto ci ha regalato in questi giorni di vacanza, ci gustiamo ancora il giardino con la sua piccola aiuola odorosa marina, ci dondoliamo sull'amaca indiana sotto le foglie di zibibbo e aspettiamo il momento in cui il sole si divide in due tra cielo e mare.













Certo, avere un sommelier a portata di mano aiuta.










Il sole è tramontato, gli antichi lampioni del borgo si accendono. Mi viene in mente Verga:
"Il mare non ha paese nemmen lui, ed è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare, di qua e di là dove nasce e muore il sole".

Estate 2008. Calabritudine #3. Il gusto forte.














Estate 2008. Calabritudine #2. Il mare.







Estate 2008. Calabritudine #1. Il borgo.
























Calabria - Fiumefreddo Bruzio (CS).

Buongiorno!

















Ritornare dalle vacanze è triste, si sa!
Aiuta imbastire un sorriso, magari a denti stretti, su modello arcaico...
Aiuta anche il mio giardino che omaggia il mio modesto ritorno con rose a volontà, io le condivido nel blog augurandovi un odoroso buongiorno.
A tutti voi, rose e un piacevole rientro.
a.o.

martedì 5 agosto 2008

Cappelli #4. Estate.

Judy & Marge
Lowell Herrero