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venerdì 27 marzo 2009

Venerdì. Il buon giorno si vede dal mattino.



Finalmente un nuovo venerdì tutto per noi. Da quanto tempo! Approfittando della mattina libera, mi dedico una prima colazione che sia “stagionalmente corretta”, per i colori intendo. Questa primavera timida, che stenta a manifestarsi, che ci lancia un raggio di sole e poi nasconde la mano, ha bisogno di essere sollecitata.






Chiamo a raccolta tazze e bicchieri, bricchi e posate, ciotole, il tovagliolo fucsia, piattini, marmellate… persino un libro azzurrino, una penna blu e verde mela, il cuore rosso di Keith Haring. Tutti a rapporto.

Let’s colour now!




Buon venerdì.

venerdì 27 febbraio 2009

Venerdi. Passeggiata mattutina.



Questa mattina ho fatto presto. Sono uscita da casa di buon ora, affaccendata in faccende che ho concluso prima del previsto. Con l'aria fredda e tersa e un sole a cui difficilmente si poteva resistere, ho approfittato degli abbondanti venti minuti disponibili per una passeggiata mattutina. Non mi sono allontanata molto, temevo di arrivare in ritardo a lavoro, passo veloce e solo uno scatto, così: en passant.

Ve lo regalo!



Immagine: Chiesa di S. Francesco di Paola - XV sec.

venerdì 9 gennaio 2009

Venerdì. Merenda con timido raggio di sole.

Se sei una blogger, e il 9 gennaio un timido raggio di sole trafigge i vetri della tua finestra, farai di tutto perché quel raggio di sole diventi protagonista di uno dei tuoi prossimi post. Perciò macchina fotografica alla mano, con i minuti contati e l'acqua alla gola - consapevole dell'esigua durata di un raggio di sole invernale e per altro pomeridiano - comincerai a fargli girare intorno di tutto: fiori, piante, oggetti, monili, vestiti, cane, MOBILI!


Oggi (sarà che il venerdì e sempre il venerdì) la fortuna ha voluto che avessi già belli e pronti questi deliziosi muffins al cacao, et voilà.


Il raggio di sole - seppur timido - è stato immortalato, mobili e suppellettili sono rimasti indenni da pericolosi volteggi casalinghi, ed io mi sono ritrovata nel bel mezzo di una merendina niente male.

Questa volta niente tè... solo una fresca, profumatissima, rinvigorente, spremuta d'arancia.

Adoro il venerdì, voi no?

venerdì 19 dicembre 2008

Venerdì. Regalini "no problem".


Capita, a volte, che per la vigilia di Natale qualcuno abbia piacere di invitarci. Intendo qualcuno che non sia un nostro parente direttissimo, escludiamo perciò genitori, fratelli o sorelle. Capita, a chi in quei giorni sia lontano dalla propria famiglia d'origine, di ricevere l'invito da cugini o amici di famiglia. In questa circostanza è possibile che si incontrino persone che conosciamo poco o addirittura per niente.
Poiché si tratta di una sera speciale, mi sembra carino donare qualcosa - comunque - a tutti gli invitati, conosciuti o meno. Per questi ultimi ho scelto qualcosa di simbolico, augurale e sempre gradito: il caro, vecchio, biglietto della lotteria.



Ho chiesto alla padrona di casa i nomi degli invitati, in modo da poter personalizzare la confezione. In cartoleria ho acquistato della carta da regalo d'ispirazione vintage. Con del cartoncino bristol rosso ho creato delle targhette, belle lunghe, che ho provvisto di foro centrale e di laccetto. Con lo stesso cartoncino ho ritagliato dei rettangoli della stessa dimensione dei biglietti della lotteria per dare spessore e rigidità. Infine ho incartato, piegato, scotchato e legato con dello spago.


Che ne dite?



Non sono dei veri e propri regalini "no problem"?

venerdì 12 dicembre 2008

Venerdì. Aiuola bagnata, Aiuola fortunata.

Di tutti i giorni in cui questo bellissimo dono poteva arrivarmi, è arrivato proprio di venerdì, come la ciliegina sulla torta. Sto parlando del premio per l'Afternoon Tea Award di Twostella. Di certo gli riserverò il posto d'onore nella mise en place natalizia.
Grazie Twostella.

sabato 6 dicembre 2008

Venerdì. Bistrot. Single Malt Club.


E' molto divertente trascorrere il venerdì al bistrot. Me ne sto lì a guardare e ad ascoltare e imparo sempre qualcosa di nuovo: storie, aneddoti, curiosità. Ultimamente sono letteralmente rapita dall'uso che - nell'ambiente enogastronomico - si fa della lingua italiana, soprattutto nell'ambito della fase di "degustazione". Il dover, necessariamente, esprimere una valutazione accurata di quello che chiameremo il "prodotto", richiede l'utilizzo di una terminologia fortemente articolata, che conferisce al momento dell'analisi un non so che di enfatico. Parole, pause, ritmo, gestualità: un vera e propria interpretazione. In particolare, questo pomeriggio, si parlava di Single Malt scozzese.
Se volete far colpo sul vostro accompagnatore o sulla vostra accompagnatrice, degustando il vostro whisky tartan, non potete esimervi dall'esame olfattivo. Sporgete, perciò, il vostro naso sul/nel bicchiere e argomentate: le definizioni abbondano.

Code: plastica, tela cerata, formaggio
Cuoio: cuoio, libri rilegati in pelle, scarpe, vernice, mobili
Esteri: caramella alla frutta, solvente, smalto
Estratti: estratti di carne o di lieviti
Plastica: plastica nuova, bruciata, tela cerata, scarpe da ginnastica, lucido da scarpe
Sabbia: sabbia assolata, sabbia bagnata, amido

Questi sono solo alcuni dei tanti dati olfattivi a cui fare riferimento, di certo quelli che mi hanno incuriosito di più.
Per quanto riguarda l'esame gustativo vi consiglio di fare un passo per volta e di non darlo mai per scontato: vi ha detto bene se al naso avete rilevato code o esteri, ma che succede se invece è venuto fuori un plastica, nello specifico scarpe da ginnastica???


Per la terminologia olfattiva completa, nella degustazione del single malt scozzese, clicca qui.
Per la terminologia gustativa completa, nella degustazione del single malt scozzese, clicca qui.

venerdì 28 novembre 2008

Venerdì. Bulbi a gogò.



Cercavo un amaryllis. Un bel amaryllis da tirare su, poiché nel periodo natalizio, con le sue grandi corolle rosse, mi piace molto averlo in casa: fa molto christmas feeling. Purtroppo non ho trovato bulbi di amaryllis in questo garden vicino casa, e non avendo voglia di andare in giro con questo tempo pessimo, ho docilmente ripiegato su un altro signor bulbo da ospitare nell'aiuola: il giacinto.


Ve ne erano alcuni già in tenera crescita, abbarbicati su un quadratino di terriccio posto in un contenitore di plastica leggera. Invitanti, con i loro steli esili e i boccioli in miniatura, costo € 1,90 ciascuno. Poi, poco distante, un espositore con confezioni di bulbi non ancora 'cigliati' in retina: 12 pezzi € 3,50.






















Non ho esitato, avrei dovuto? Ho sfilato la retina dall'espositore, facendo già mente locale sulla disponibilità casalinga di vasi per contenerli e sollevandomi nel ricordare di aver fatto una piccola scorta, proprio prima di partire per le vacanze estive.


Così ho trascorso le ultime ore di luce di questo venerdì in giardino, ad alloggiare i nuovi bulbi nei loro rispettivi coccetti. Non li ho lasciati all'esterno perché fa freddo e vorrei che per natale fossero in piena fioritura, dentro godranno del tepore della casa... E' un po' come per noi uscire da sotto il piumone al mattino: con i caloriferi in poppa diventa più facile.

* la foto dell'amaryllis è tratta da flickr

venerdì 21 novembre 2008

Venerdì. Il cuore e la stella.


Vorrei tornare a parlare di quella nota sensazione di benessere legata al semplice fatto di restarsene a casa. Quando è in arrivo un temporale, quando il vento s'alza e la temperatura, invece, s'abbassa, e tu ti ritrovi a salire veloce pochi gradini, poi giri la chiave nella toppa, ti liberi di borsa-giacca-cappello bagnato e in un momento realizzi: home sweet home, casa dolce casa.
Se quel momento beato coincide, come nel mio caso, con la dimensione venerdì... è fatta, come si dice: tombola!
Dunque, cominciamo come al solito con il piatto del giorno: tacchino freddo in insalata di pomodori verdi e rossi, e origano. Non aspettatevi altro, ché questa volta il mio pranzo è stato mono-portata. Non per mancanza di tempo, solo per scarso appetito. Considerato che non capita spesso, ho ritenuto opportuno approfittare.


Avendo già cotto il tacchino la sera prima, per una zuppa di cui vi racconterò, non ho dovuto far altro che tagliare la fesa in tocchi, e aggiungerla ai pomodori verdi e rossi aggiustati in insalata, un pizzico di pepe, un pizzico di fleur de sel de Guerande, olio extravergine d'oliva e una bella spolverata di origano secco. Volevo aggiungere anche l'aglio, ma - non so perché - è rimasto solo un proposito.

Di fatto questo pranzo è stato veloce. Avevo altro per la testa. E voi mi chiederete "ma che cosa, Aiuola" e io vi rispondo "il cuore e la stella".




Pensate che siano frutto della mia mano? No girls, forget it! Li ho visti semplicemente fare capolino dal basso di un espositore, in un mega-magazzino in cui mi sono imbattuta tornando a casa. Così mi sono abbassata anch'io, li ho sprimacciati un po' e li ho portati via con me.

Che sia Natale o no, c'è sempre posto nell'aiuola per un cuore e la sua stella.

sabato 8 novembre 2008

Venerdì. Scatti furtivi.


Venerdì anomalo. Di ritorno dal lavoro, infatti, mi sono fermata al bistrot, per pranzare con Sommy. Dopo pranzo: pochi, furtivi, spioni, scatti.






venerdì 31 ottobre 2008

Venerdì. Il "brit" permane, e si espande.






















Da quando Twostella ha scoperchiato il vaso di Pandora dell'Afternoon Tea, nell'aiuola va attuandosi una vera e propria rinascita del sentimento anglosassone. Venerdì incluso.
Complice la stagione e il ritorno in guardaroba del mio cappello inglese da pioggia.
Vi propongo un classico da pub, ricco di sostanza, per gente consapevole del proprio trigliceride-range: Sausage and Mash.
.

Le salsicce in una teglia oleata da cuocersi in forno preriscaldato a 200° per 15'. Le patate, tagliate a tocchi e buttate in acqua bollente, le faremo andare anche loro per 15', con coperchio. Una volta scolate, aggiungeremo burro, sale e pepe nero macinato fresco e cominceremo a schiacciarle con l'apposito attrezzo o con ciò che può essere funzionale al to smash. Per ultimo aggiungeremo il latte, per un risultato soffice soffice. Ho aggiunto in piatto i funghi, li avevo a disposizione, solo in padella con un trito d'aglio e prezzemolo, un pizzico di sale e una macinata di pepe.

Tradizione vuole che l'accompagni la birra, e noi così faremo.

venerdì 17 ottobre 2008

Venerdì. Aromatique frittata.


Impertinente a.o., che si fa cogliere in flagrante reato di "frigorifero semivuoto" dal venerdì che arriva.
Mea culpa, che dire. A difesa una settimana davvero insipida, priva di stimoli e ispirazione, una settimana di quelle anonime in cui la mente se ne va in stand-by.
Allora?
Che si fa?
Giunge, in ausilio, l'idea della frittatina di Twostella. Adattare, rielaborare con gli ingredienti che si hanno a disposizione, ed è presto fatto.
Per l'aromatique frittata ho utilizzato:
uova
timo, rosmarino, lavanda, salvia, basilico (cauto l'uso della lavanda, se troppa copre tutti)
pomodori secchi sott'olio
parmigiano
orzo cotto precedentemente
pepe nero
sale