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martedì 21 ottobre 2008

Aromatiche. Cedrina, la pianta cara al Pascoli.

Famiglia: Verbenaceae

Ha più sinonimi lei di tutte le erbe finora incontrate:
Lippia citriodora
Lippia triphylla
Aloysia citriodora
Aloysia triphylla

Verbena triphylla
Verbena citriodora

Zappania citrodora


E che dire dei nomi comuni?
Cedrina, Limoncina, Erba luigia, Verbena odorosa, Vervain...

Chi conosce la cedrina, intendo chi l'abbia toccata con mano, sa che questa pianta perenne deve gran parte del suo successo alla deliziosa fraganza delle foglie, le quali - il nome lo lascia intendere - profumano di agrumi. Il suo portamento è piuttosto disordinato, perciò scordatevi di farne un cespuglietto diligente e compatto, a meno che non siate potatori provetti. Le foglie, a cui riserviamo la giusta attenzione, sono lunghe e a forma di lancia e al tatto presentano insospettata ruvidezza. In estate, poi, curiose spighe si sviluppano alla sommità degli steli, le stesse sono composte da minuscoli fiori bianchi o violetti... ma di quest'ultimi non ho esperienza personale. L'inizio della fioritura segna anche il picco massimo di "odorosità" delle foglie, perciò teniamolo presente se vogliamo aromatizzare la nostra tazza di tè, un bel bagno caldo o profumare la biancheria di casa.

PROPRIETA'
IN CUCINA:
Con le foglie fresche, o essiccate, si prepara un'ottima tisana digestiva, tonificante, e calmante. E' molto gradevole anche il tè di cedrina e menta. Nei ripieni, per aromatizzare gelatine di carne, piatti di pesce e altri volatili, per carni di maiale e selvaggina a cui toglie un poco l'asprezza.
BELLEZZA:
L'infuso di cedrina aggiunto all'acqua del bagno la profuma deliziosamente; chi ha gli occhi gonfi o irritati trarrà giovamento da un impacco freddo tenuto in loco per un quarto d'ora.
CURIOSITA':
Tutti conoscono il limoncello, ma non tutti sanno che tra i suoi ingredienti oltre all'alcool, allo sciroppo di zucchero, e alla scorza di limoni verdi, vanno usate anche le foglie della cedrina. Per chi volesse cimentarsi nella preparazione di questo ottimo liquore ecco la ricetta:
Alcool purissimo a 90°, grammi 500
Acqua, grammi 300
Zucchero, grammi 250
Scorza, ancora verde, di 2 limoni da giardino
Un'ottantina di foglie fresche di cedrina, meglio se colte all'inizio della fioritura, cioè verso la fine di agosto. Porre le foglie, ben pulite con uno strofinaccio inumidito, e le scorze dei limoni, prive della parte bianca, nell'alcool e lasciarle in infusione per otto giorni. In un altro recipiente sciogliere lo zucchero, ridotto a velo, con l'acqua. Agitare di tanto in tanto ambedue i recipienti. Passati gli otto giorni mischiare l'infuso alcoolico e lo sciroppo di zucchero; lasciare riposare per una settimana, poi servire ben ghiacciato. Solitamente è un digestivo molto gradito.

(Per le proprietà della pianta vedi il sito www.thais.it)

(...) Lasciami immoto qui rimanere
fra tanto moto d'ale e di fronde;
e udire il gallo che da un podere
chiama, e da un altro l'altro risponde,
e, quando altrove l'anima è fissa,
gli strilli d'una cincia che rissa (...)

Giovanni Pascoli

I canti di Castelvecchio. 41 L'ora di Barga

venerdì 26 settembre 2008

Aromatiche. Origano o del Principe di Cipro.

Mi merito proprio un rimprovero! Non so da quanto tempo non inserisco un nuovo post per l'etichetta "aromatiche". Be' da troppo tempo, e questo in un aiuola odorosa che si rispetti... non va bene, no.
Perciò oggi diamo una bella sferzata odorosa al nostro olfatto e ci solletichiamo le narici con questa aromatica meritevole di tutto il nostro rispetto e di tutta la nostra attenzione: l'origano.
Nome scientifico: origanum vulgare.
Famiglia: lamiaceae o labiatae.
La leggenda narra la storia di un principe di Cipro che si dilettava nella creazione di nuovi, meravigliosi, profumi. Era in reltà alla ricerca dell'essenza perfetta, capace di incantare chiunque l'avesse conosciuto (suskindiano flashback). Quando riuscì a trovare il profumo a cui forsennatamente si adoperava, nell'odorarlo morì, per la troppa estasi. Colti da mestizia e pena per l'accaduto, gli dei lo trasformarono allora in un erba profumata. Da allora, la principesca erba, tappezza di bianco o rosa pendii e colline, siepi e radure, ed è gioia per le api e cibo gradito per gli uccelli.
Se volete coltivare il principe, trovategli una posizione calda e soleggiata tenendo però ben presente che le varietà dalle foglie variegate e ricce prediligono la mezz'ombra. Sappiate, inoltre, che la piantina desidera avere tutt'intorno una trentina di centimetri di spazio libero, che volete, principesche esigenze! Adattabili , però, poiché accetta di essere coltivata anche in vaso.
In cambio di queste accortezze, riceverete molto dall'origano, date un occhiata alle sue proprietà.


Salute: con l'origano, le cui proprietà terapeutiche erano conosciute e apprezzate già dagli Egizi, si fanno infusi per curare la tosse, le emicranie di origine nervosa, i disturbi dello stomaco, la depressione malinconica e il mal di mare. Un impiastro di origano allevia i dolori del torcicollo e esercita un'azione antinfiammatoria.

Bellezza: un infuso di quest'erba aggiunto all'acqua del bagno ha potere rilassante; usato per lavare i capelli li rinforza.


Cucina: il sapore dell'origano è tipico della cucina mediterranea: si usa, mescolato spesso con l'aglio, per insaporire pizze, pomodori, uova, carni e formaggi. Se si desidera comunicare ai cibi arrostiti solo un leggero profumo si possono bruciare rametti di origano sul barbecue.


Dunque questa è la storia del pricipe oros ganos "gioia della montagna" trasformato in erba aromatica.

Occhio ragazze, perché già vi vedo mentre - intente a preparare la vostra prossima ricettina all'origano - guardate il rametto e pensate: adesso un bacino glielo dò, non si sa mai che mi si riconverta in principe!

sabato 26 luglio 2008

Vi porto nell'aiuola odorosa.





























L'aiuola era metà in ombra e metà al sole... come tutti noi del resto.

mercoledì 23 luglio 2008

Pannocchietta di lavanda: variazione bavarese.














Guardate che cosa ho trovato su un blog appena visitato http://eleskleinewunderwelt.blogspot.com/: la pannocchietta di lavanda con variazione di nastro intrecciato ton sur ton.

Quando si dice la professionalità tedesca!

sabato 19 luglio 2008

Ispirazione aromatica #1.


Lisa Audit - Kitchen Herbs: Rosemary

martedì 1 luglio 2008

Ritorno alle odorose. Origano e cipolle dal Bruttium.




















Impaziente di condividere le immagini, per suggerire il profumo di questo origano calabrese odoroso di brulla collina e di mare e ricevuto in dono questa sera, mi accontento di una luce artificiale che non rende giustizia al suo colore né a quello delle grandi cipolle rosse, pure brutie.
Chissà che domani non ve li riproponga... alla luce del sole.

mercoledì 11 giugno 2008

Lavanda, mon amour.

Speravo di riprenderla con il sole... ma è bella lo stesso.














USI
Alimentare. I fiori freschi o essiccati e le foglie vengono usati per aromatizzare gelati, gelatine e formaggi. I fiori possono essere canditi e impiegati nella decorazione di dolci.
Officinale. Molti sono gli impieghi dei fiori di lavanda nella farmacopea, come sedativo, come cicatrizzante e tonico. L'olio ha una forte azione antibatterica. E' efficace anche per il mal di testa.
Oggettistica. Fiori e foglie entrano nelle miscele da pot-pourri, nei sacchetti profumati e nelle composizioni di fiori secchi. L'olio essenziale è usato in profumeria e come repellente per gli insetti.
Orticolo. Impiegata estesamente in ogni giardino.

da Nel giardino. Erbe aromatiche. Logos, 2007.

lunedì 19 maggio 2008

Benvenuto Mirto.


















Sebbene il tempo lasci completamente a desiderare, ieri mi sono dedicata al giardino, sfidando i nuvoloni gonfi del mattino e godendo delle ore di sole del pomeriggio. Ho finalmente sistemato bastoni e tende sui bordi del portico, ho montato il nuovo tavolo, pulito i cespugli di rose, risistemato la rete metallica che Penelope ha distrutto giorni fa.
Ho comprato anche una pianta di mirto, cespugliosa, ma non ho fatto in tempo a travasarla nell'aiuola odorosa. Il mirto (Myrtus communis) è una arbustiva tipica della macchia mediterranea. Avvicinandogli il naso, in effetti, non regala profumo ma pare che allo sbocciare dei fiori sia tutta un'altra storia. Ricordo, inoltre, di aver assaggiato tempo fa una mozzarella campana intrecciata a rametti di mirto e di essere rimasta molto incuriosita dall'aroma particolare che il formaggio aveva assunto. Gli vengono riconosciute proprietà aromatiche e officinali: balsamico, antiffiammatorio, astringente e leggermente antisettico.
Nutriamo grandi aspettative nei suoi confronti, Myrtus... benvenuto nell'aiuola odorosa!