martedì 10 giugno 2008

Il vestito di Emma.

Se bastasse indossare un abito vintage anni '50 per far proprie le idee, le atmosfere, l'eleganza di quegli anni...

Abbottonando i piccoli automatici sul lato sinistro di questo bellissimo abito nero appartenuto ad Emma, la sorella minore di mio nonno, respiro raffinatezza e gusto, semplicità e grazia come se volessi farle mie, come se indossandolo dopo tanti anni di armadio-armadio-armadio potessi riportare l'abito in vita, e con esso tutto il suo mondo. L'abito è arrivato a me intatto, beatamente ignaro dei quasi sessant'anni trascorsi e di come questo mondo sia cambiato.



















Si compone di due parti: la rigida sottoveste nera in taffetà dall'inconfondibile taglio godet (leggerissima e brillante) a cui si sovrappone l'abito in pizzo nero (dal disegno essenziale), dello stesso taglio della sottoveste ma con un'idea di manica caduta e con lo scollo incrociato sul davanti. La vita è stretta, la gonna a ruota, la misura longuette.Veste così bene!... E che dire di quel fruscio da taffetà di cinematografica memoria? Il suo sussurro mi riappacifica - finalmente - con la parola vanità. L'ho messo per la serata in giardino di domenica, a casa della sorella di Sommy ed ha riscosso un grandissimo successo.
Questo abito mi seduce e mi interrogo sui pensieri di Emma, quando era lei a indossarlo. Le sue considerazioni difronte allo specchio, gli accessori che avrà scelto, la sua mano delicata sulla piega evidente dei capelli. Anche se sono passati sessant'anni mi fa piacere immaginare che in quel momento così intimo e riservato i suoi pensieri siano stati simili ai miei.


3 commenti:

papavero di campo ha detto...

anch'io ci credo alla corrispondenza di amorosi sensi e perchè non pensare che i pensieri di una donna non siano quelli di chi l'ha preceduta? in questo caso la stessa adesione ad un gusto, ad uno stile ad un'idea d charme, ad una celata ma reale voglia di seduzione e di autocompiacimento per la propria esibizione. fa bene al cuore (all'anima?)sentirsi bene con se stesse -dans sa peau- e la chicceria dei vestiti di sartoria sono un'altra cosa, non c'è pret à porter che tenga, c'era un'energia selettiva (non la nozione di serie), Emma me la immagino come Emma Thompson quelle bellezze non vistose ma velatamente e potentemente carismatiche!
aiuola la tua fragranza è giunta fino a me!

VANESSA ha detto...

hanno proprio una loro anim questi vestiti! non è la stessa cosa ma io ho un abitino nero di velluto comprato dalla mi socera tra gli anni 60 e 70 quando andavo quei vestitini corti tutti dritti smanicati e accollati...senza cuciture per dar forma...è troppo bello adoro mettermelo non passsa mai di moda! amo raccogliere in casa nostra oggetti d'epoca che hanno un loro perchè come un mobile /radio comprato da mio padre nel 1952 ancora funzionante che allo stesso tempo è un piccolo mobile bar con tanto di manici a forma di chiave di violino e posto per bicchieri e bottiglie!da roma me lo sono portato qui a lucca! ;-)

a.o. ha detto...

Già, anche il vintage anni '60 è molto interessante...posterò nell'aiuola qualcosa a riguardo, non mancare Vanessa.
ciao
a.o.