lunedì 15 dicembre 2008

E.T. Finardi e il pianeta su cui ricominciare.



C'era un tipo che viveva in un abbaino

per avere il cielo sempre vicino

voleva passare sulla vita come un aeroplano

perché a lui non importava niente

di quello che faceva la gente

solo una cosa per lui era importante

e si esercitava continuamente

per sviluppare quel talento latente

che è nascosto tra le pieghe della mente

e la notte sdraiato sul letto, guardando le stelle

dalla finestra nel tetto con un messaggio

voleva prendere contatto, diceva:

"Extraterrestre portami via

voglio una stella che sia tutta mia

extraterrestre vienimi a cercare

voglio un pianeta su cui ricominciare

Una notte il suo messaggio fu ricevuto

ed in un istante é stato trasportato

senza dolore su un pianeta sconosciuto

il cielo un po' più viola del normale

un po' più caldo il sole, ma nell'aria un buon sapore

terra da esplorare, e dopo la terra il mare

un pianeta intero con cui giocare

e lentamente la consapevolezza

mista ad una dolce sicurezza

"l'universo é la mia fortezza!"

"Extraterrestre portami via

voglio una stella che sia tutta mia

extraterrestre vienimi a pigliare

voglio un pianeta su cui ricominciare!"

Ma dopo un po' di tempo la sua sicurezza

comincia a dare segni di incertezza

si sente crescere dentro l'amarezza

perché adesso che il suo scopo é stato realizzato

si sente ancora vuoto

si accorge che in lui niente é cambiato

che le sue paure non se ne sono andate

anzi che semmai sono aumentate

dalla solitudine amplificate

e adesso passa la vita a cercare

ancora di comunicare

con qualcuno che lo possa far tornare, dice:

"Extraterrestre portami via

voglio tornare indietro a casa mia

extraterrestre vienimi a cercare

voglio tornare per ricominciare!

Extraterrestre portami via

voglio tornare indietro a casa mia

extraterrestre non mi abbandonare

voglio tornare per ricominciare!"


a miciobigio

5 commenti:

miciobigio ha detto...

Che dire...sono onorata che tu mi abbia dedicato un post e questa meravigliosa canzone di Finardi.A volte la voglia di scappare è tanta e forte anche quando abbiamo legami che ci tengono stretti.Ma onuno di noi è anche quello che ha intorno per questo la voglia di fuga si risolve in un vuoto e non è una soluzione.Scappare non serve.Dobbiamo trovare le risposte dentro di noi.Pillole di saggezza che non si riscontrano nella realtà,ma insomma...Grazie ancora!

a.o. ha detto...

Cara Miciobigio, sono d'accordo con te. La fuga poi, non paga mai, perché se si va via fuggendo, sempre si avrà voglia di tornare indietro.

p.s. la tua foto è fichissima!

Eli ha detto...

... è vero la fuga non serve, però ci sono momenti in cui le lacrime bruciano negli occhi e il respiro ti muore in gola e tu la vorresti ugualmente questa astronave, anche solo per un'ora, per prendere fiato, ritornare e poter ricominciare.

papavero di campo ha detto...

angoscioso finale,
l'extraterrestre lo riporta indietro?
mi ha fatto ricordare "l'uomo caduto sulla terra" splendido film con david Bowie che dà vita aun personaggio struggente che non può più tornare da dove è venuto
(metafora pure di un impossibile ritorno all'utero)

a.o. ha detto...

@eli: e il blog allora a cosa serve? una piccola astronave, sì, vediamolo così.

@papavero: non mi ero soffermata sul fatto che avessi dato per scontato il suo ritorno.