sabato 19 luglio 2008

Venerdì. Impazienti si nasce.




Le violette piantate a febbraio hanno ormai esalato l'ultimo respiro. Quel che resta è una bionda e arida lanugine con ciuffetti di petali secchi alla sommità, anche loro di un pallido color canapa. Questa desolante visione mi ha convinta a sostituirle, così venerdì pomeriggio sono andata dal rivenditore, a poche centinaia di metri dall'aiuola, per acquistare delle sostitute provette. Non c'era ampia scelta, mini-ibiscus, qualche begonia, petunie, e poi tutte in linea su una struttura metallica a più ripiani sostavano una ventina di Impatiens.
Bruttine, tutte! Maltrattate e sciupate, moscissime per il gran caldo e per la forzata esposizione al sole: a nessuno sarebbe venuto in mente di comprarle. A nessuno tranne che ad a.o.!
Che volete che vi dica, mi è scattata la buona azione botanica: sarà stata quell'aria sbattuta e trascurata, sarà stato il vederle tutte lì a soffrire sotto il sole, non so, ho deciso di dargli una chance e ho effettuato il salvataggio per otto...
A casa le ho osservate meglio: foglie lungamente picciolate di un bel verde intenso tendente al bronzeo, con fusti carnosi e screziati di rosso. Poiché questa specie comprende tantissime varietà ho approfondito ed appurato che trattasi di Impatiens Walleriana in onore a Horace Waller, missionario britannico.
Sarà stato per caso Mr. Waller a sollecitare lo spirito della missionaria che in me?

5 commenti:

Artemisia Comina ha detto...

anch'io per il giardino di campagna ho comperato un vassoio di impatiens che stavano per tirare gli ultimi :DD
anche qui, diamoci riscontro.

di un tipo più economico del tuo, più esili, più vetrose. anni fa sul terrazzo romano diedero ricca prova di sè, non credo che non si riprenderanno.

dubito per altro del giardino campestre, così secco e lucertoloso, oppure boschivo e ombroso, così abbandonato alle sue erbe; penso che l'anno prossimo tenterò un radicamento meno effimero di ogni tipo di rosmarino, lavanda, citronella...

a.o. ha detto...

Approvo: lavanda, lavanda e ancora lavanda. Ho un fazzolettino in giardino che potrebbe diventare un piccolo orto, ma sono tentata di renderlo invece un mini-lavandeto.

Le impatiens resistono, tra cedimenti e recuperi... sempre assetate.

Artemisia Comina ha detto...

ho visto il link IL LAVANDETO :)

la belle auberge ha detto...

buonasera. La cosa curiosa delle impatiens è che, a volte, si auto-riseminano. Così può capitare, come succede a me, di veder spuntare nella tarda estate, quello che si è piantato l'anno precedente. Analoga esperienza missionaria con alcune piantine di
campanula (credo "carpatica"): comprate disidratate e quasi moribonde, ho avuto la gioia di vederle rifiorire in tutta la loro bellezza.
un caro saluto
eu

a.o. ha detto...

hai proprio ragione cara eu, le osservo mentre aprono foglie strette e lunghe come baccelli ripieni di semini neri.
coriacee, dunque, e longeve, cosa chiedere di più?

p.s. il rifiorire delle nostre assistite ci riempie di gioia... ché la missione sia in realtà "auto-aiuto"???
:)
a presto
a.o.